Who are the enemies of Pope Francis? Vatican increases security measures due to ISIS Terror. Meanwhile, the Church needs urgently a new “aggiornamento” to boost its credibility

septiembre 20, 2014 § Deja un comentario


http://www.iltempo.it/esteri/2014/09/20/l-isis-minaccia-il-vaticano-controlli-raddoppiati-a-s-pietro-1.1312658

 

To Evil’s victory, it is enough that the good people do not make nothing (Burke)

Siembra vientos y recogerás tempestades (Proverbio anónimo)

 

Scrivo questo post, preoccupato per la vita e l’ integrità di uno dei migliori Papi che Dio ci ha dato negli ultimi cento anni, in lingua italiana, perché è la lingua ufficiale, assieme al latino, della Santa Sede, in considerazioni ai miei seguitori dall’ Italia, credenti e non credenti, e perché credo possa essere seguito anche dallo spagnoloparlante colto.

Coloro che vorranno trovare in questo post una ferma condanna al terrorismo islamico non la troveranno. Non perché io non condanni la crudele follia dell’ ISIS, alimentata in buona parte da una politica estera degli Stati Uniti imperalista a ancora basata sulla logica del Far West, ma perché questa condanna sta essendo utilizzata da lobbies conservatori per difendere qualsiasi mezzo di lotta contro il terrorismo. Sicuramente una política piú comprensiva con la situazione del popolo palestinese, basata sull’ intesa, l’ accordo diplomatico con il legittimo Stato di Israele e una politica chiara di investimento per l’ educazione e per la coesistenza pacifica nel rispetto alla diversità non avrebbero reso il terreno cosí facile alla semina dell’ odio che scaturisce dalla paura e dalla incomprensione della cosiddetta “societá internazionale civilizzata”, e da una Europa immatura la cui política estera sembra essere ancora irremissibilmente legata alla logica della guerra fredda, nella quale la “sinistra” equivale ad appoggio incondizionale al popolo palestinese, anche ai terroristi, e “destra” equivale ad appoggio internazionale allo Stato d’ Israele, anche al suo terrorismo di Stato. Mentre i “pseudointelletuali” europei si dibattono ancora su tali termini, a maggior gloria dei loro leader politici o giornalistici, molti siamo stanchi della politizzazione, nel peggior senso del termine, e nel liguaggio piú oscuro, basso e interessato, di ciò che è una vera e propia catastrofe umanitaria in Medio Oriente, alimentata dal circolo dell’ odio tra estremisti sionisti e fondamentalisti islamici di Hammas. In questo contesto viene fuori lo Stato Islamico, assieme alle declarazioni degli screditati leader iracheni e iraniani, i quali, como i leader dell’ Arabia Saudita, per contentare a tutti, e soprattutto il loro alleato supremo, il Governo Federale degli Stati Uniti di Norteamerica, con il Presidente Obama in testa, colpevole, como egli stesso ha riconosciuto, di tortura. La situazione è prebellica a livello mondiale, e gli atteggiamenti sia dal lato del “mondo libero”, sia dal lato islamico non sembrano troppo pacifici. Siamo, como ha detto il Papa, in una situazione di guerra mondiale “a pezzetti” (a trocitos). Adesso pare che –secondo fonti giornalistiche all’ uso, e quindi, che meritano la stessa credibilità dei leader o del pensiero unico degli Stati ai quali servono, sarebbe il Papa sotto il punto di mira degli islamisti. Propio la figura internazionale che piú ha pregato per la pace, che piú ha denunciato che un mondo dominato dalle regole del mercato e dalla volontá dell’ Occidente non è sostenibile né giusto, che bisogna trovare una soluzione per la pace in Oriente Medio che non passi per negare la giustizia che legittimamente appartiene sia a israeliani sia a palestinesi. Forse è vero, ma queste minacce, come si usa dire colloquialmente, non me la contano giusta. Se fosse stato Obama ad essere stato minacciato sarebbe stata una cosa diversa. E forse, ma dico soltanto forse, non è stato cosí perché anche egli ha deluso una buona parte del suo elettorato e si è messo da parte del “conservative law and order”. Una volta piú, le oscure e criminali agenzie di sicurezza degli Stati Uniti, la NSA, la CIA, hanno fatto quello che hanno voluto, alimentando l’ isteria collettiva cui é tanto ricettiva la popolazione media americana ed hanno colpito anche l’ integrità del Presidente eletto dal popolo, e che dovrebbe governare per il popolo. Cinquanta anni fa, in un discorso tenuto dal suo compagno di partito il Presidente J. F. K., ucciso in strane circostanze, gli assistenti alla conferenza tenutasi  all’ Università di Columbia, D.C. con occasione dell’ apertura dell’ anno accademico, ascoltarono como il loro Presidente cattolico, dopo aver messo fine a quella che fu forse la crisi piú grave della Storia dell’ uomo sulla terra, poiché potrebbe aver portato l’ Umanità intera alla distruzione nucleare, dichiarava di non volere una “pax americana” basata sulla assoluta egemonia degli Stati Uniti, ma di una vera pace nell’ interesse comuni di tutti i popoli e di tutti gli Stati, compresa l’ Unione Sovietica, “because everybody  live in the same planet, everybody breath the same air, everyone take care of the future of their children and, at least, everybody are mortals”.

La fiducia nella Provvidenza e nella presenza di Cristo risorto, assieme al Suo spirito, è la miglior sicurezza per il Papa, a guida della sua Santa Chiesa. Noi preghiamo a lungo il Papa, affinché non venga sconfitto dai suoi nemici sia interni sia esterni, ed affinché Dio muova i loro cuori nella direzione dell’ Amore. Nemici del Papa non appartengo soltanto a movimenti fondamentalisti islamici como lo Stato Islamico, ma ce ne sono anche dentro la Chiesa Cattolica. Coloro che disprezzano il Papa e la sua attività volta ad avvicinare la Chiesa ai poveri, ai disperati, agli emarginati di questo mondo, e lo fanno sotto le vecchie insegne di una Chiesa imperiale malintesa, basata sull’ ornato, la condiscendeza o la collaborazione, attiva od omissiva, con il potere civile, non fanno altro che ostacolizzare la lavore di evangelizzazione affidata dallo Spirito Santo al legittimo successore di San Pietro. Questi, tanto affetti all’ autorità come concetto, disprezzano l’ autorità concreta di colui che incarna nel momento presente il potere delle chiavi affidato da Gesú stesso alla Sua Chiesa, cuando non conviene loro. Per no contare i numerosi gruppi settari norteamericani che costituiscono la base sociológica di una buona parte dell’ elettorato del Partito Repubblicano. Fra di loro ci sono i lefrebviani presumibilmente “reabilitati” da Benedtto XVI, i tridentini preconciliari e molte settte e persone paranoiche che vedono nella Chiesa soltanto un cumulo di riti e liturgie senza Spirito, senza condivisione con il prossimo e senza il messaggio autentico di Gesú, il Quale, essendo il piú grande ed innocente, si abassò e fu contato fra i peccatori proprio per la nostra salvezza. Ma noi, che siamo tutti peccatori, compresi quelli che non riconoscono il loro peccato in nome di una presumibile condizione di “cittadini di legge ed ordine” dobbiamo seguire il messaggio di umiltà che scaturisce da una lettura sincera, anche la piú semplice, del Vangelo, il cui seguimento si manifesta otre che nella preghiera, negli atti di Misericordia, anche corporali, per il prossimo, come ci ricordava il Vangelo sulle beatitudini della Messa di prima di ieri, venerdí 19 settembre del 2014.

Sono dell’ opinione che il Vaticano debba conservare il suo potere temporale guadagnato storicamente attraverso giusti titoli di proprietà. cosí como il suo particolare status giuridico internazionale. Ma i beni e i poteri temporali della Chiesa devono essere intesi soltanto como servizio alla comunità umana, dove la Chiesa debe svolgere la sua opera di evangelizzazione attraverso la preghiera, i testimoni di fede, la sua presenza sacramentale, ma anche mediante l’ aiuto e il sostegno temporale. Soltanto attraverso le Missioni Pontificie arrivano ai paesi piú poveri miliardi di euro che contruiscono non soltanto alla costruzione di chiese, ma anche a promuovere la justizia sociale e la carità nei territorio piú poveri della terra, laddove né gli Stati, né gli organismo intermedi, né le NPO, né la propria Croce Rossa, riescono a paliare la situazione di miseria estrema patita dalla popolazione. E lá ci vuole un aiuto massivo proveniente proprio dalla Chiesa come portatrice di un messaggio di speranza ragionevole. Non si può -oppure é molto meno effettivo- parlare di Gesú e delle beatitudine, o degli atti di Misericordia corporali cui si riferisce Nostro Signore in Mt 27, per esempio, senza offrire a chi è estenuato dalla fame da intere settimane un pezzo di pane, acqua, e tutti i beni necessari per il suo decoroso sostegno. Proprio su questo punto, ed anche a rischio di essere malinterpretato, oggi piú che mai la Chiesa cattolica debe avere un patrimonio economico e un potere temporale e diplomatico il quale, seppur sui generis, le consenta di arrivare là dove l’ azione degli Stati e delle NGU non arrivano, e le consenta pure di mediare, como storicamente ha sempre saputo fare, nelle controversie fra gli Stati allo scopo di raggiungere fini condivisi da tutta la comunità internazionale, come la justizia, la pace, o la lotta contro la miseria. Oggi piú che mai, la Chiesa Cattolica è investita da una auctoritas e da una opinio iuris riconosciuta informalmente dalla comunitá internazionale che le può consentire una collaborazione piú efficace con le autoritá civil nel conseguimento degli obiettivi di rendere migliore il mondo. Il crollo delle ideologie e la palese menzogna sulla quale sono edificati gli Stati moderni -il potere del popolo- sono ormai noti a tutti: chi comanda sono i poteri finanziari, indipendenti dagli Stati, sottratti ai loro classici poteri “formali” e ai quali gli Stati, soprattutto quelli occidentali, di tradizione cristina, rendono colto. Sono, in parole del propio Pontefice, le “economie idolatriche” quelle che rendono il mundo. Esse sequestrano oggi sorta di potere minimamente democratico, onde per molti di noi hanno perso quella legittimità di origine proclamata dai classici e che fondava l’ autorità democratica del potere civile proprio nel contratto sociale. In questa situazione, nella quale il potere civile -comprese le Nazioni Unite e, soprattutto, le istituzioni di Bretton Woods, non avrebbe nessuna autorità -legittima, si intende- “se non fosse stata loro concessa dall’ alto” (cfr. Gn 19, 11), soltanto una instituzione como la Chiesa Cattolica, nella misura in cui esprima la sua particolare autorevolezza mondiale nel linguaggio e nelle forme dell’ autenticità, e non dell’ imposizione, una istituzione aperta al dialogo ecumenico e al dialogo con il potere civile, sia esso formalmente democratico o non democratico, una Chiesa amministratrice dei beni di questo mondo ma che non é del mondo –una Chiesa che, pur non essendo del modo, deve agire in questo mondo, perché fu in questo mondo, con tutto il suo peccato e la sua miseria, per il quale morí Nostro Signore-, non può disintendersi della sofferenza materiale della gente. Eppure, non dobbiamo confonde la Chiesa con il Regno di Dio: la Chiesa è pur sempre uno strumento, preziosissimo, attraverso la quale si manifesta l’ azione di Gesù e dello Spirito Santo, di tutta la Trinità, nel mondo, attraverso la preghiera, le opere di misericordia, e, soprattuto e in maniera fondamentale, per volontà expressa di Gesucristo, attraverso il miracolo della sua sacramentalità. A questo punto… come sostenere al contempo la neccessità di una Chiesa povera, non soltanto ni Spirito, ma anche nel materiale, e del potere temporale della Chiesa? Nella linea sostenuta da vari teologi del Novecento, con particolare sensibilità sociale, ciò è possibile se i responsabili dell’ amministrazione vaticana e di tutti gli istituti cattolici praticano il distacco tra la volontà di possedere e il fatto di possedere, nel nome dei valori che essi vogliono e devono perseguire: che la ricchezza della Chiesa Cattolica serva come strumento o come destino finale per lenire la sofferenza del prossimo, sia materiale sia spirituale. La pratica del distacco, comune a tante religioni attuali e scomparse sulla terra, è stata practicata da molte persone di buona volontà, cristiani oppure di altre religioni, i quali, non hanno semplicemente lasciato tutto a i poveri, ma si sono riservati la amministrazione anche durante anni, creando fondazioni, monti di pietà ed altri istituti benefici. Ma ad una condizione: essi hanno cambiato radicalmente il loro rapporto funzionale fra le proprie ricchezze (l’ avere) e la percezione del proprio io. Come esempio del fatto di un tale atteggiamento può essere riscontrato in altre religioni millenare, nel tardo buddismo, il ramo meno rigoristico del Buddismo scolastico, raprresentato dalla Bhagavad-Gita, non richiede la rinuncia al mondo, a se stessi e ai beni temporali -como nemmeno una tale richiesta è pienamente soddisfatta del proprio Buddha e da molti suoi autorevoli discepoli-, ma si accontenta con il mandato di trasformare  in sacrificio le proprie azioni, rinunciando ai loro frutti -che vanno cosí a beneficiare gli atri o Dio-, rompendo in questo modo la ruota karmica del pensiero indiano responsabile della schiavitú operata da noi stessi e dalla interminabile catena di azioni-conseguenze que determineranno, a sua volta, il ciclo delle reincarnazioni. Invece, sacrificando i frutti (buoni, si intende) delle proprie azioni l’ uomo si libera da una delle cause del dolore che lo lega a questo mondo, l’ ansia di possedere, e puó giungere, senza necessità di grandi processi meditativi o ascetici, alla “liberazione”.

Ora, tornando al cristianesimo e alla Chiesa Cattolica, possiamo ritrovare elementi comuni di queste idee, le quali devono ovviamente essere contestualizzate, nel comportamento di grandi santi e sante della Chiesa. Mi piacerebbe avere un dialogo con Giovanni Papini su questo punto, piché egli fu molto duro sulla questione della accumulazione delle ricchezze da parte della Chiesa, ma si dichiaró anche “medievale” (cfr. La scala di Giacobbe). Tornando al punto di partenza, credo sinceramente che siamo entrati in una nuova era dal punto di vista político ed economico, ma non alla leggera o “light”, como sostengono i raprresentanti dei cerchi new age, ma proprio pero la assenza di un potere civile forte che ha caratterizzato sia l’ Antichitá (l ‘ Impero), sia l’ Etá moderna e parte di quella contemporánea, al meno fino alla comparsa della cosiddetta “postmodernità”. Le istituzioni piú politiche delle Nazione Unite -e con questa precisione voglio mettere a salvo da questa analisi critica le principali istituzioni della “famiglia” delle NU, quali la FAO, l’ UNESCO, l’ UNCTAD, l’ ACNUR, l’ OMS e molte altre, che svolgono una importantissima funzione di “coscienza critica” della comunità internazione- non valgono piú, rispecchiano ancora i vecchi rancori della Guerra Fredda. E accanto all’ ONU istituzioni che dovrebbero reggere con giustizia i rapporti economici e finanziari fra le Nazioni per migliorare le condizioni di vita delle persone, non fanno altro che servire gli interessi delle grandi corporazioni economiche e finanziarie multinazionali. In questo contesto internazione, l’ attività istituzionale della Chiesa Cattolica può essere efficace se si fonda sull’ apertura alla società internazionale, soprattuto ai paesi piú poveri, e tende loro la mano, como oggi ha espresso il Presidente dell’ Albania al Papa. Ma é soltanto nel Vangelo di Gesù dove la Chiesa debe ritrovare continuamente la forza che viene dall’ Alto e che le da la sua indistinguibile autorevolezza, nel senso di autenticità. E da questa Fonte senza fine la Chiesa debe saper portare, anche institucionalmente, oltre al messaggio evangelico di speranza nella nuova vita regalataci da Gesú, l’ esempio della sua prassi concreta attraverso le opere di beneficenza, protezione e rifugio. Anche facendo valere la sua riconosciuta autorità internazionale come Santa Sede, sapendo che é sempre assistita dallo Spirito Santo secondo la promessa di Gesú, e mettendo a lavorare tutte le sue forze umane, materiali, istituzionali, giuridiche, mediatrici e diplomatiche al servizio di tutti gli uomini, specialmente dei piú deboli ed emarginati della Terra. Affinché loro possano sentirsi assistiti dalla comunità di vita che è la Chiesa e, dinanzi al mondo, possano anche mettersi a rifugio, come si diceva anticamente, “in sacro”, dove nessuna autorità umana né nessun potere civile oserrebbe toccarlo, perché sono i figli prediletti di Dio, coloro che sono stati rifiutati, per azione o per omissione colposa, dalla nostra società ipocrita. Come lo furono gli ebrei e gli altri  uonini, donne e bambini perseguitati dal nazismo e dal comunismo in molte Chiese, anche con l’ aiuto -oggi dimenticato- di molti paesi neutrali o non belligeranti.

Preghiamo dunque per il Papa. Affinché egli sappia gestire con umiltà, saggezza, intelligenza e lungimiranza, assistito dallo Spirito Santo, il Tesoro che gli è stato affidato da Gesú: la Santa Chiesa Cattolica. Perché sappiamo che le porte dell’ inferno non prevalebunt. Cristus vincit, Cristus regnat, Cristus imperat. Benedicat omnes gentes omnipotens Deus. Amen.

 

Madrid, a 21 settembre del 2014, Festività di San Matteo Apostolo ed Evangelista

 

Per: Dott. ric. Pablo Guérez Tricarico

Signed by.: Pablo Guérez Tricarico, PhD

 

I. H. S.

A. M. D. G.

 

La plaza San Pedro ha reforzado las medidas de seguridad.
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Who are the enemies of Pope Francis? Vatican increases security measures due to ISIS Terror. Meanwhile, the Church needs urgently a new “aggiornamento” to boost its credibility by Pablo Guérez Tricarico, PhD is licensed under a Creative Commons Reconocimiento-NoComercial 4.0 Internacional License.
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